martedì, 30 gennaio 2007

Nel mio riassunto vi avevo parlato di Luigi Nervi:

Parte la marcia di Luigi Nervi. E' partito il 26 dicembre indossando un mantello giallo con la scritta "Giù le mani dalla famiglia" e il suo cappello da cowboy. Dice: "Bisogna intervenire perché non venga approvata la legge sui Pacs. Per questo ho intrapreso un viaggio a piedi fino a Roma"

Sta per arrivare a Roma e domani in piazza Montecitorio parteciperà alla presentazione del libro "Famiglia e convivenze. Nuove tensioni nella società italiana" e vuole incontrare alcuni politici, soprattutto cattolici, per ribadire il suo pensiero.

Voglio precisare che ha 58 anni, è un ex comandante dei vigili urbani di Acqui Terme e ora fa il mediatore familiare a Genova.
Lui si chiede: "Pacs, matrimoni gay, poligamia. Dove andrà a finire la famiglia?"

Ecco invece le mie domande:

- Come potrebbero intaccare la famiglia i Pacs o i matrimoni gay? Cosa centrano i Pacs ed i matrimoni gay con la poligamia? Perché continuare a dire che il riconoscimento non va dato ai gay perché hanno una vita amorosa frivola? Quanti ragazzi etero prima e dopo il matrimonio hanno una vita amorosa frivola? Le prostitute sono frequentate sempre dai gay o sono frequentate da uomini etero magari sposati? I clienti delle trans che si prostituiscono chi sono? Non sono sempre i padri di famiglia? E allora forse dovremmo vietare anche il matrimonio etero visto che gli uomini e le donne infedeli sono così tanti?

- La preoccupazione è che dopo anche questi omosessuali avranno la pensione di reversibilità e magari ci potrebbero essere Pacs solo per interesse?
Quanti 70enni etero perdono la testa e si sposano con donne molto giovani? Allora vietiamo anche matrimoni agli uomini anziani? Perché secondo me una 20enne che sta con un 70enne ha altri interessi, o no? Anche al 70enne chiediamo una convivenza di almeno 10-15 anni prima di potersi sposare? 

- Questi matrimoni gay creerebbero problemi per le pensioni di reversibilità e quindi queste povere famiglie etero ne risentirebbero? I gay esistono da sempre (sono il 5-6% della popolazione) e per vivere, come qualunque essere umano, hanno bisogno di lavorare. Tuttavia oggi se un gay muore, la sua pensione non va al compagno che non è nessuno, ma  viene distribuita fra gli etero. Ma quel gay non ha lavorato come tutti ed ha pagato le tasse? Quindi non è altro che una questione di giustizia... oppure possiamo sempre pensare di eliminare per tutti la reversibilità della pensione?

- Forse la preoccupazione sta nel fatto che se i gay possono sposarsi smetteranno di contrarre normali matrimoni etero di copertura?

Quelli non si chiamano matrimoni d'amore, ma matrimoni di convenienza e non sarebbe bello e appagante costruirsi una famiglia che ci piace piuttosto una che ci impongono? Il marito o la moglie di un omosessuale che si è sposato solo perché per la società è inaccettabile la sua situazione non sarebbero stati più felici sposandosi con una persona etero? Quando leggo o sento di gay che poi sono diventati etero perché etero è giusto mentre gay è sbagliato, mi chiedo sempre se è vero, se è convinto di quello che dice o ripete quello che gli conviene. Fateci caso, ripetono tutti la stessa cosa, come se l'avessero imparata a memoria. E mi chiedo ancora... ma la moglie si fida?

Concludo tutte queste domande chiedendomi ancora:

Ma sono davvero convinti che i Pacs sono una minaccia per la famiglia tradizionale o hanno semplicemente bisogno di trovare un colpevole e finalmente ora l'anno trovato? Da 20 anni si parla della famiglia tradizionale che va a rotoli e 20 anni fa di gay, omosessuali e Pacs non se ne parlava neanche. La gente comune deve prendersela con qualcuno se il suo matrimonio va a rotoli e cosa c'è di meglio che farli incavolare con una minoranza?

Il muratore si lascia con la moglie? Va a picchiare un omosessuale. Chiaro no?
La tua ragazza ti lascia? Colpa dei gay e dei Pacs, va a picchiare un gay o una lesbica!
Tuo marito ti molla sull'altare? E' un gay, è tutta colpa dei Pacs!

P.S.: Il Natale ed il Capodanno me lo sono passato con la mia famiglia "diversa" ed è stato molto bello, non ho intrapreso una maratona contro i diritti di qualcuno. Tanti anni fa, quando ancora andavo in chiesa, sentivo prediche sulla famiglia, dello stare tutti insieme in quei giorni, di riscoprire il valore della famiglia ed ho sempre pensato che era palloso doversi sorbire tutti i parenti, ora che non vado più in chiesa, non sono più cattolica ed ho la mia famiglia, ho capito cosa c'era di palloso in quello che ascoltavo ed ho riscoperto il piacere di stare in famiglia .

Sembra assurdo che una lesbica riscopra questi valori mentre chi se ne fa portavoce li abbia dimenticati!

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categoria:lesbiche, omosessuali, pacs, lesbica
venerdì, 19 gennaio 2007

Un gruppo di preghiera il cui nome era la "Perla" è stato sbattutto fuori dalla chiesa.

Padre Edoardo Capuano, parroco della chiesa di San Giorgio Martire di Pascarola aveva messo su questo gruppo di preghiera, costituito da gay e lesbiche che, nei loro incontri, parlavano dei problemi e delle discriminazione da loro subite ogni giorno.

I cittadini di Pascarola però non erano d'accordo ed hanno chiesto l'intervento del vescovo di Aversa, Mario Milani, che non si è fatto attendere: ha vietato a padre Edoardo Capuano di continuare il programma pastorale contro l´emarginazione degli omosessuali.

Padre Capuano: "il gruppo doveva combattere l´emarginazione sociale che vivono gli omosessuali" e "il mio intento era quello di integrare queste persone parlando dei loro problemi, della loro vita ordinaria, ma questo a qualcuno non è piaciuto".

Ma gay e lesbiche già sei anni fa furono allontanati da tutte le attività praticate nella parrocchia.

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categoria:lesbiche, omosessuali
venerdì, 19 gennaio 2007

Furono le vittime più numerose dei nazisti dopo ebrei e zingari: una grande opportunità della memoria. A Palazzo Ducale una mostra-choc sullo sterminio "dimenticato"

Il 27 gennaio, Genova celebra la Giornata della memoria con "Omocausto", lo sterminio, rimosso, degli omosessuali nei campi di concentramento. In giorni di dibattito politico infuocato sui Pacs e richiami del Vaticano, il cuore della ricorrenza, nel cuore di Genova, viene dedicato a chi è stato discriminato anche nel ricordo, con una mostra fotografica.
«Nella riflessione sulle pari opportunità che un´amministrazione pubblica deve garantire, ci sono anche le pari opportunità della memoria», dice l´assessore Borzani. Però non ci sta ad entrare nella bagarre politica: «Voglio slegare questa iniziativa dalla contingenza della discussione in corso - spiega - spero che le fotografie che esporremo servano ad accendere una riflessione più ampia sulle conseguenze di una cittadinanza negata». Sono stati il terzo gruppo, gli omosessuali, dopo ebrei e zingari, ad essere perseguitati, concentrati e uccisi nei campi di sterminio. I nazisti ne arrestarono centomila, tra il 1933 e il 1945, e quindicimila chiusi nei campi, solo quattromila riuscirono a sopravvivere. In Italia, la cosiddetta "devianza sessuale", dal 1936, era punita con il confino.
E nel cortile maggiore di Palazzo Ducale, il 27 gennaio, alle 19.30, si aprirà la mostra "Omocausto. Lo sterminio dimenticato degli omosessuali", dedicata a questo tassello, mancante o tenuto taciuto, della tragedia. «L´iniziativa è nata da una richiesta delle associazioni gay di Genova - spiega Borzani - ed è importante perché non solo offre l´opportunità di una riflessione storica, ma anche di fare il punto su un percorso di cittadinanza».
Di questo volto dello sterminio rischia di non restare, o quasi, memoria. C´è adesso una piccola targa di marmo rosa, nel campo di Dachau, che ha atteso oltre vent´anni che arrivasse l´autorizzazione ad essere murata: commemora le vittime gay della violenza nazista. Così, il Comitato provinciale Arcigay "L´approdo" di Genova ha contattato il Centro di Documentazione del Cassero di Bologna e ha portato a Genova la mostra - che rimarrà aperta fino al 2 febbraio - e costruito, con l´assessore, l´appuntamento.
E nel 2002, nella prima celebrazione della Giornata della Memoria, il Comune con il Circolo Primo Levi dedicarono la riflessione all´altro gruppo quasi dimenticato di vittime nei campi di sterminio: gli zingari. Quest´anno, accanto ad "Omocausto", il 27 gennaio si celebra con la mostra "Non mi avrete" - già inaugurata - nella Loggia degli Abati, sempre al Ducale, e con la scoperta di una targa dedicata a Liana Millu a Boccadasse, il 25 gennaio.
Un percorso di consapevolezza di cittadinanza che proseguirà, dal 25 gennaio all´11 aprile, nelle "Parole per la città", il ciclo di lezioni civiche organizzate dall´assessorato alla Cultura del Comune con don Antonio Balletto e alcuni docenti universitari e si svolgerà a Palazzo Ducale. E il 25 febbraio, sarà presentato, firmato da tutti i rappresentanti che siedono nella Consulta delle religioni di Genova, il "Manifesto della tolleranza", insieme ad un volume in cui sono stati raccolti gli scritti di molti esponenti delle diverse culture e confessioni in città.
[La Repubblica]
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categoria:lesbiche, omosessuali
sabato, 13 gennaio 2007

Tanti auguri e attenzione alla linea!

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categoria:auguri
sabato, 13 gennaio 2007

Il 13 gennaio del 1998, in San Pietro, Alfredo Ormando, scrittore siciliano, si cosparse di benzina e si diede fuoco per protestare contro l'omofobia del Vaticano. Morì 9 giorni dopo per le ustioni.

Oggi membri dell'Arcigay ed altre associazioni si sono riuniti davanti San Pietro, hanno deposto fiori nel punto in cui Alfredo Ormando si diede fuoco ed hanno manifestato contro l'opposizione del Papa al riconoscimento delle coppie di fatto che avvallerebbero "quelle disastrose teorie che tolgono qualsiasi rilevanza alle differenze tra maschi e femmine".

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categoria:pacs